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26th
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Ha trascorso tutta la sua esistenza cercando di entrare in un club privato, dominato dagli uomini, pervaso dal potere, determinata a far valere le sue doti piu’ “maschili” sbandierando un femminismo che ha ingurgitato piu’ volte, prendendo e lasciando il cognome del marito, sopportando le umiliazioni piu’ feroci, dimendosi fra i doveri di moglie e le personali ambizioni, senza mai liberarsi della sfera privata per i suoi pubblici combattimenti, tutto, per poi ritrovarsi spiazzata dalla morbidi doti di un candidato sorridente, Obama, un uomo che disdegna le battaglie e indietreggia davanti alle acrimonie della campagna elettorale cercando di farci sentire tutti bene fra le morbide braccia della sua retorica. Povera Hillary, li divide solo il metodo, non la sostanza.
